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+raccontaci la tua storia :: notte da lupi by Paolo Matera











A Roberto Cattone. 


Orpo che gran cosa che è venuta fuori! Ce la siamo combattuta e voluta fino alla fine come una gran impresa, siamo arrivati decimati all'appuntamento come ogni sfida vuole che sia: già il percorso di avvicinamento lascia per strada i meno determinati... E alla fine ci siamo fidati di catt1!!! Onore alla sua ostinazione e al suo disinteressato mettersi in gioco e lottare fino alla fine per non averla vinta nemmeno sulle ostilità della natura, se non fosse stato per il suo carattere catalizzatore tutto ciò sarebbe sfumato al primo rinvio dalla cascatella.
Personalmente ero titubante, nervoso e quasi sul punto di mollare quando tutto si stava trasferendo a Pragelato non fosse che ormai la parte economica era stata fatta e mi sentivo responsabile di un impegno preso con gli altri: una squadra costruita sulla carta per una concomitanza di amicizie...alla fine non sapevo nemmeno chi fossero metà dei miei compagni...i torinesi delle moto!

E pensare che tutto era nato d'impeto con un'amico appassionato di auto che poi, strada facendo, aveva mollato l'osso... E che la squadra di partenza si era disfatta alla prima riunione tecnica: onore a quelli del 76 racing team che ci hanno 'ospitato' e a Marco che ha trovata questa alternativa vincente. Sicuramente la determinazione di Ric mi ha aiutato quando ero ormai sull'orlo del mollare.

Così all'arrivo a Pragelato, tra mille dubbi, tutto si e' subito chiarito: l'entusiasmo per il posto, l'adrenalina, la borracha (Ford Fiesta) pronta e gli altri team che si stavano preparando con qualcuno che già provava le auto ha... Spento le luci della razionalità e accese quelle del cuore e della passione. 
Che dire: durante la gara ogni minuto è diventato importante, a volte lo spirito della competizione ha avuto il sopravvento sull'anima dell'evento: mi è dispiaciuto vedere qualcuno aggrottarsi le ciglia per aver perso la gara in slittino e volerla rifare...come se quello fosse il nodo della questione, come ha lasciato l'amaro in bocca veder gli Yeti piantati per l'ennesima volta e gli altri guardarsi per timore di esser beffati se avessero dato una mano agli sfortunati del momento...e ci sono stati momenti di rammarico per qualcuno che le regole le aveva dimenticate o temporaneamente sospese... Ma credo faccia tutto parte dell'evento e alla memoria resterà tutto cio' che di buono e speciale ne è uscito. 

Ognuno ha partecipato con la propria anima, dalla squadra agonistica perfetta e tecnicamente pronta come quelli della Rover (un orologio svizzero) a chi la competizione l'ha vissuta con il bollir del sangue e ha dimostrato di non mollare anche quando era scontato farlo (la Clio che si e' fatta la notte senza batteria a forza di booster e al buio, il Peugeot che ha cambiato semiassi come caramelle)... Sono stati per me l'esempio di tenacia inverosimile e di ammirazione per come guidavano (anche se qualcuno, a onor del vero, in qualche momento ha provato l'ebrezza del barbatrucco). 

Le due punto si son distinte per metodicità: infallibili da chi non te l'aspetti... E cosi' la Y che all'inizio davo per spacciata quando al muro di neve era rimasta senza badili impiegabili: la forza della disperazione. 

Il premio simpatia lo darei sicuramente ai ragazzi della Tipo: attrezzati di super spirito, alla conquista del mondo con una saldatrice, una bottiglia di vino e del salame a supporto.. han pure scoperto che il bagagliaio era in vetroresina. Inaspettato rivederli al mattino dopo il ritiro della notte: sarebbero potuti andare a casa se fossero venuti solo per la gara. 

La Uno si e' dimostrata pronta a lottare con il sangue, perdendo e rianimando cilindri come Dr. House... Ma alla fine il malato si è dato disperato e l'encefalogramma del 4 con 3 ha fatto biiiiiiiiiip. Onore a quelli della pompa della benzina! 

Poi c'era la fiestina grigia: giovani, competitivi, alla buona e pronti a far girare il motore anche quando la ventola aveva esalato l'ultimo respiro sul cumulo di neve! Ragazzi col pelo sullo stomaco e .. Sugli specchietti. 

Cosi' arriviamo ai miei 'mutuati'... 

Yeti: una scelta improba con un'auto cosi' inagevole su un percorso tortuoso. Quanti fischi nelle orecchie per voi che eravate sempre davanti ai fari degli altri a cercar di venir fuori dall'ennesimo impantanamento, con tenacia anche quando tutto era ormai deciso... Instancabili... Una gara in salita gia' dal vostro arrivo alla Cascatella. Solo vostro quella volta! 

E poi l'apoteosi, l'anima guida di questa notte: quelli del girarrosto! Passione pura e sublime, per la scelta coraggiosa dell'auto, di correr senza chiodi e di rinunciare ai cambi equipaggio.. Gli unici a trazione posteriore. Direi il life motif della Notte da Lupi con un aeromobile a 6 cilindri, costanti e immancabili come ogni vero pioniere. Coloro che senza ganci di traino hanno diligentemente aspettato ogni volta che il mutuo soccorso lo richiedeva. 

E poi la mia squadra, il 76: superlativa e variegata come una scatola di Carioca, tutti i colori ognuno al posto giusto, dall'ingegnere del carbonio al meccanico indispensabile al corridore più forsennato (sempre lui)... La rivelazione di un duo inaspettato di fuoristradistici e l'apporto basilare di un beeper e del suo uomo superpippo, anche i supporters!!! Una squadra diversamente abile: insuperabile (scusate se son di parte). 
Come insuperabile il team di supporto che ci ha tenuto tergo tutta la notte. 
Dal ristorante ai ragazzi della tenda (elogio al timbratore stoico) al barba guastafeste con la sua benna piena di neve e bestemmie a tergo a forza di sbadilate. 

Un'immagine per tutte: le auto a cavallo del muro di neve... Ma quando mai le rivedremo ? 


E poi pensi all'organizzazione: milioni di persone... Decine di tecnici e commissari... Ah si? 

Quelli che c'erano valevan ben di più: che che se ne dica non eran li' per fare i fiscali, loro sapevano che tutti avrebbero vinto alla fine, esser li' nella notte ci aveva già messi tutti sul podio al primo posto. Il loro obiettivo era farci sognare senza farci male. Centrato al 100%. 

Perciò alla fine è stata una di quelle esperienze estasiatiche in cui per un attimo il mondo si ferma e resta fuori con le sue quotidianità e preoccupazioni, tutti quelli che hai intorno diventano persone e amici di un'avventura memorabile (senza distinzioni di sorta) e ogni concorrente diventa membro di un gruppo di eletti che segue una vena d'ispirazione comune: e' questa la più grande magia di cui catt1 ci ha resi protagonisti e di cui ci ha fatto dono! Grazie per averci uniti, da posti e reltà diverse, sotto la sfera della passione delle auto con un pizzico di gogliardica sfida alla vita e alla natura come nei migliori Camel Trophy.— presso Villaggio Kinka.




mia squadra, il 76 racing team


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